I Traumi del Volto e le Fratture del Massiccio Facciale

traumi del volto
Dr. Domenico Valente e Dr. Domenico Giannini durante un’intervento di Chirurgia Maxillo-Facciale

Il volto è il principale strumento di comunicazione nella società e le parti che lo compongono (occhi, bocca, naso e orecchie) lo rendono fondamentale per vedere, respirare, annusare, masticare,deglutire, parlare ed ascoltare. Ogni danno, dunque, può causare seri problemi alla qualità della vita. Ogni trauma deve seguire un percorso preciso e personalizzato. Il chirurgo ha come obiettivo quello di riportare il più possibile il suo volto alla normalità e permetterle di tornare alla vita di sempre, sia sociale che affettiva, che lavorativa.

I traumi del massiccio facciale in linea di massima rappresentano circa il 20% di tutti i traumi e interessano in media quattro volte di più i maschi rispetto alle femmine con un picco di incidenza che si colloca fra i 15 e i 35 anni di età. La causa più frequente è rappresentata dagli incidenti stradali seguiti dalle percosse e dalle cadute accidentali e traumi domestici. In caso di incidente stradale, i traumi del massiccio facciale si associano a lesioni intracraniche in circa il 59% dei casi, mentre questa percentuale scende al 10% in caso di percosse o cadute accidentali. Sarà dunque necessario, in tutti i casi di trauma del massiccio facciale, ricercare ed escludere eventuali lesioni intracraniche mediante l’esecuzione di una opportuna diagnostica per immagini e di una valutazione neurologica urgente. La sede di gran lunga più colpita a causa della sua particolare localizzazione è la piramide nasale, seguita, in ordine di frequenza, dalla regione zigomatica e da quella mascellare e mandibolare. Risulta comunque sempre importante accertarsi se si ha a che fare con una semplice frattura delle ossa proprie del naso o se a essa siano associate linee di frattura a carico del setto o dello scheletro facciale. Dopo l’esecuzione della TC del massiccio facciale risulta quindi fondamentale una visita dal chirurgo maxillo facciale.

Diagnosi

La deformità e la tumefazione della piramide nasale, spesso associata a ecchimosi periorbitale, devono far sospettare una frattura delle ossa proprie del naso. Il rilevamento di un crepitio osseo o di instabilità a carico della piramide nasale rappresentano una valida conferma al sospetto clinico. Una radiografi a in proiezione laterolaterale, anche se spesso non dirimente, può costituire un’ulteriore conferma alla diagnosi di frattura. Nei casi del trauma del massiccio facciale, soprattutto se in presenza di sanguinamento, la priorità assoluta del medico chirurgo maxillo-facciale è assicurarsi che la pervietà delle vie aeree sia conservata: l’emorragia dovrà essere arrestata e, se necessario, si dovrà procedere all’intubazione oro- o nasotracheale oppure (nel caso questa risulti impossibile) al confezionamento di una tracheotomia in urgenza. Risulta essere di primaria importanza la valutazione neurologica atta a individuare eventuali deficit derivanti da lesioni endocraniche associate. La TC permette di definire o di escludere con precisione le possibili lesioni endocraniche e fornisce informazioni sulle fratture del massiccio facciale. Una valutazione oculistica in caso di interessamento orbitario dovrà accertare segni di calo del visus da eventuale compressione o stiramento del nervo ottico e ipotetici deficit della motilità oculare che di solito compaiono in caso di incarceramento della muscolatura estrinseca dell’occhio nelle rime di frattura.

Interventi per i Traumi del Volto

Presso il Florence Medical Center il Dr. Domenico Valente ed il Dr. Domenico Giannini offrono consulenza di Chirurgia Maxillo Facciale e possono intervenire in caso di fratture del distretto facciale o in caso di ferite importanti del volto. Mettono inoltre a disposizione la loro esperienza per risolvere tutti i deficit funzionali ed estetici dovuti agli esiti di trauma come cicatrici, deformità residue, deficit respiratori, ecc.
Presso il Florence Medical Center il Dr. Domenico Valente ed il Dr. Domenico Giannini offrono consulenza di Chirurgia Maxillo Facciale e possono intervenire in caso di fratture del distretto facciale o in caso di ferite importanti del volto. Mettono inoltre a disposizione la loro esperienza per risolvere tutti i deficit funzionali ed estetici dovuti agli esiti di trauma come cicatrici, deformità residue, deficit respiratori, ecc.
Intervento di Chirurgia Maxillo-Facciale
Intervento di Chirurgia Maxillo-Facciale

Indice Articolo:

  • Le Fratture
  • Fratture della Fronte ( Osso Frontale)
  • Frattura del Naso
  • Fratture di Orbite e Zigomi
  • Frattura del Mascellare Superiore
  • Fratture della Mandibola
  • Fratture del Condilo Mandibolare
  • Frattura del Mascellare Superiore e della Mandibola
  • Fracasso Facciale
  • Foto prima e dopo

  • Le Fratture
  • Fratture della Fronte (Osso Frontale)
  • Frattura del Naso
  • Fratture di Orbite e Zigomi
  • Frattura del Mascellare Superiore
  • Fratture della Mandibola
  • Fratture del Condilo Mandibolare
  • Frattura del Mascellare Superiore e della Mandibola
  • Fracasso Facciale
Le Fratture
Lo scopo dell’intervento chirurgico è quello di “ricomporre le fratture”, ovvero riportare le ossa del volto il più possibile come erano prima e nella loro posizione originale (detta RIDUZIONE). Per fissare le ossa di solito si usano placche e viti interne ,in titanio, che permangono a vita in sede e che consentono la regolare vita sociale (si possono eseguire risonanze magnetiche e volare). Le fratture, a seconda delle parti del volto coinvolte, possono riguardare: – fronte; – naso; – orbita; – zigomo; – mascellare superiore; – mandibola; – “fracasso facciale” (tutte o gran parte delle ossa sono fratturate).
Fratture della Fronte (Osso Frontale)

– Sintomi

Le fratture delle ossa della fronte comportano dolore, gonfiore e lividi, deformità residue come per es. modificazioni della forma della fronte, e a volte danni più gravi in base alla violenza del trauma.  Danni che possono interessare il cervello, le orbite e gli occhi.

– Trattamento chirurgico

L’intervento viene fatto in anestesia generale e facendo un taglio dietro l’attaccatura dei capelli. Una volta messe in evidenze le fratture, queste vengono ricomposte usando placche e viti in titanio. Quando il danno riguarda il cervello può essere richiesto l’intervento del neurochirurgo. E’ possibile che rimanga una cicatrice, di solito poco visibile e comunque nascosta dai capelli.

Frattura del Naso

– Sintomi

Le fratture del naso hanno come conseguenza gonfiore, lividi (sia sul naso che intorno agli occhi), dolore, nonché alterazioni della forma del naso, difficoltà respiratorie, perdite di sangue, ecc.

– Trattamento chirurgico

L’intervento viene eseguito in anestesia generale o sedoanalgesia e consiste nel mettere le ossa fratturate nella posizione originale (riduzione). Dopo l’operazione, per proteggere le ossa del naso, vengono messi dei tamponi nelle narici e una mascherina di resina esterna. I tamponi vengono tolti dopo 2/3 giorni, mentre la mascherina dopo 7-10 giorni. In alcuni casi è possibile che le ossa del naso non riprendano la forma originale e che sia necessario un secondo intervento dopo qualche mese di rinosettoplastica.

Fratture di Orbite e Zigomi

– Sintomi

La frattura delle ossa delle orbite può comportare: dolore, gonfiore, lividi, deformità ossee (alterazioni della forma delle ossa), difficoltà a muovere gli occhi e diplopia (visione doppia). Può inoltre presentarsi enoftalmo (occhio in dentro) oppure, molto più raramente, esoftalmo (occhio in fuori).

La frattura delle ossa degli zigomi, allo stesso modo, ha fra le conseguenze dolore, gonfiore, lividi, deformità della forma delle ossa degli zigomi, e in più alla maggiore o minore sensibilità dell’arcata superiore dei denti e della guancia. In alcuni casi specifici si possono avere difficoltà anche nell’apertura e chiusura della bocca.

– Trattamento chirurgico

Per quanto riguarda la frattura delle ossa dell’orbita, il chirurgo maxillo facciale interviene facendo due incisioni, uno a lato del sopracciglio e l’altro sotto la palpebra: questo per fare in modo che le cicatrici siano poco visibili. L’operazione prevede l’uso di placche e viti in titanio. Per la riduzione della frattura del pavimento dell’orbita spesso si esegue un’incisione sotto la palpebra o all’interno della congiuntiva. Per ridurre la frattura dello zigomo, infine, è necessario un’incisione all’interno della bocca. L’intervento è eseguito in anestesia generale e nel post intervento il paziente dovra eseguire dieta frullata per 15 giorni circa, non soffiarsi il naso per due settimane e osservare un mese di riposo.

Frattura del Mascellare Superiore

– Sintomi

La frattura delle ossa del mascellare superiore può portare a chiudere male la bocca e di conseguenza a non far combaciare i denti. In alcuni casi ci possono essere fratture o perdita dei denti stessi. Le fratture del mascellare sono divise in: Le Fort I, Le Fort II e Le Fort III (dal nome del chirurgo francese René Le Fort che le descrisse) a seconda della zona della frattura.

Fratture della Mandibola

– Sintomi

La frattura delle ossa della mandibola può portare a sintomi simili a quelli del mascellare superiore. Inoltre possono presentarsi anche una maggiore o minore sensibilità come, ad esempio: anestesia (mancanza totale di sensibilità), parestesia (formicolio), ipoestesia (diminuzione della sensibilità), iperestesia (aumento della sensibilità) e disestesia (formicolio doloroso). Così come anche dolore, lividi e gonfiore. Le fratture possono interessare parti diverse della mandibola oppure tutta la mandibola. Il paziente noterà una malocclusione con uno squilibrio durante la chiusura dentale con eventuale precontatto.

Fratture del Condilo Mandibolare
Possono essere “alte” cioè quando l’osso si spezza ma non esce dall’articolazione nella quale è contenuto. In questi casi il trattamento è di tipo “conservativo”, cioè vengono applicati ganci alle arcate dentarie ed un blocco elastico per circa 15-20 giorni. In seguito sono previsti cicli di fisioterapia mandibolare. Nel caso invece di fratture “basse” la terapia è di tipo chirurgico e avviene attraverso il riposizionamento delle ossa con placche e viti.
Frattura del Mascellare Superiore e della Mandibola

– Trattamento chirurgico

Nel caso di fratture a mascellare e mandibola il chirurgo deve cercare di capire come si chiudeva la bocca, vale a dire come si univano i denti dell’arcata superiore e di quella inferiore prima della frattura. Per fare questo è necessario: prendere le impronte dei denti per creare un modello e simulare come si chiude la bocca. In sala operatoria vengono prima posizionate lungo le arcate dentarie dei fili di acciaio fissati ai denti con delle viti che hanno lo scopo di chiudere la bocca mantenendo i denti superiori e inferiori a contatto. Una volta trovata la giusta posizione le ossa vengono fissate con le placche e le viti e, successivamente, mantenute nella posizione corretta dai 15 ai 20 giorni, a seconda del singolo caso, sugli elastici che sono applicati alle viti con l’obiettivo di guidare la chiusura dei denti nella posizione più corretta.

– Alimentazione

Il paziente ha la possibilità di muovere la bocca e di mangiare. I cibi devono comunque essere morbidi o frullati, in ogni caso il medico da al paziente una serie di indicazioni da seguire per circa 20 giorni.

– Complicanze

Possono presentarsi delle alterazioni residue dell’occlusione (ovvero i denti non si uniscono correttamente) per cui potrebbe essere necessario usare apparecchi ortodontici (apparecchi per i denti) per riallineare correttamente i denti.

Fracasso Facciale

Si parla di fracasso facciale quando tutte o gran parte delle ossa del volto sono fratturate. Fracasso facciale rappresenta il quadro più grave di frattura del volto. Spesso le fratture sono combinate tra loro. Si presentano quindi fratture multiple e instabili, quindi i frammenti ossei possono muoversi e deformare il cranio e il volto. Sintomi. I sintomi possono essere quelli descritti precedentemente a seconda della parte del viso coinvolta.

– Trattamento chirurgico

Il chirurgo interverrà, a seconda della parte coinvolta, come spiegato per gli interventi precedenti.

Autore Articolo: Dr. Domenico Valente, Specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale 

Autore Articolo: Dr. Domenico Valente, Specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale


Prima e Dopo

Ecco una selezione dei risultati di Rinoplastica prima e dopo l’intervento chirurgico effettuato dagli Specialisti in Chirurgia Maxillo facciale e chirurgia plastica presso il Florence Medical Center:


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    Dr. Domenico Valente

    Specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale e Medicina Estetica del Volto



    Dr. Domenico Giannini

    Medico Chirurgo, Specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale e Medicina Estetica



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